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Come leggere le etichette ?

etichette nutrizionali

Come leggere le etichette ?

Come leggere le etichette ? Perché è così importante saperlo fare? Su quali cose bisogna principalmente focalizzarsi?

La grande attenzione sull’alimentazione e i ritmi frenetici di vita hanno fatto si che i supermercati si riempissero di alimenti confezionati, pronti e “dietetici”. Ma davvero tutti questi prodotti sono così buoni per la salute ? L’unico modo per scoprirlo è leggere bene l’etichetta, che non mente, e scegliere senza essere schiavi delle pubblicità.

Come leggere le etichette ?

Scadenza :


 Questo vale soprattutto per gli alimenti che hanno date di scadenza breve come latte e yogurt, questo tipo di raccomandazione è relativamente utile, infatti nei grandi supermercati, le date di scadenza vengono costantemente tenute sotto controllo quindi è utile controllare esclusivamente se non siamo sicuri di consumare quel prodotto, facilmente deperibile, in tempi relativamente brevi, così da avere il tempo necessario per poterlo consumare.
Se , invece, siamo sicuri di consumarlo in tempi brevi potremmo prendere gli alimenti in via di scadenza per due motivi: 1) per una questione ecologica, eviteremmo uno spreco di cibo da parte del supermercato, 2) per una questione economica, spesso i prodotti in via di scadenza sono in offerta, e in questo modo potreste anche risparmiare sulla spesa, che non fa mai male 🙂

Stabilimento di produzione:


Spesso uno stesso stabilimento produce per vari marchi, ma questi marchi vendono il prodotto a prezzi differenti. Ad esempio le olive in salamoia possiamo trovarle di marca o possiamo trovarle con il marchio del supermercato, leggendo l’etichetta potremmo scoprire che sono state prodotte nello stesso stabilimento e quindi si tratta dello stesso prodotto ma che viene venduto a prezzi differenti.
In buona sostanza possiamo dire che controllare lo stabilimento, a parità di prodotto,  potrebbe farci risparmiare sul totale della spesa!

La lista degli ingredienti:

Questa è sicuramente la parte più importante se vogliamo conoscere cosa stiamo mettendo nel nostro carrello.
Innanzitutto bisogna sapere che gli ingredienti non vengono riportati in etichetta  in ordine casuale ma in ordine di concentrazione, cioè vanno dall’ingrediente maggiormente presente a quello presente in minore quantità.

Questo ci dice tanto sulle qualità nutrizionali del prodotto, infatti, ad esempio, una sostanza poco salutare come lo zucchero ha un significato diverso se presente come primo o secondo ingrediente oppure compare tra gli ultimi ingredienti. Nel primo caso è presente in elevate quantità quindi incide fortemente sulla qualità del prodotto finale, nel secondo caso, invece è presente in quantità trascurabili, e non incide sulla qualità nutrizionale del prodotto .
Altra cosa importante sono le parentesi.  Quando si legge la lista degli ingredienti ad alcuni di questi seguono delle parentesi con elencati altri ingredienti, gli ingredienti presenti nelle parentesi sono quelli che costituiscono l’ingrediente che precede le parentesi, come possiamo vedere nell’immagine riportata di seguito:

ingredienti
Leggere gli alimenti presenti in parentesi può esserci molto utile per discernere un prodotto di qualità da uno che non lo è.

Guardando queste due etichette riportate di seguito, ad esempio, possiamo distinguere un prodotto fatto di sola farina integrale e l’altro costituito da farina raffinata a cui è stata aggiunta la crusca:

farina integrale A farina integrale B

Nel primo caso abbiamo una farina integrale “vera” con tutte le caratteristiche nutrizionali benefiche dei cereali integrali.

Nel secondo caso, invece, si tratta di una farina bianca con aggiunta di crusca, quindi una farina che presenta le basse qualità nutrizionali di una farina raffinata.

Tabella valori nutrizionali:

Qui possiamo conoscere le caratteristiche nutrizionali “tecniche” del nostro prodotto per 100 gr e per porzione.
Le informazioni da tenere maggiormente sotto controllo sono:
Energie cioè la quantità calorica fornita da quel prodotto, in linea generale più è bassa  meglio è, ma è vero principalmente per prodotti a base di farine come biscotti dolci o salati, cereali, snack ecc, altro discorso invece per noci, nocciole e semi che sono a base di grassi e quindi ovviamente hanno quantitativi elevati di calorie ma non per questo bisogna escluderli dalla dieta (leggi il mio articolo sui grassi che fanno bene)
Carboidrati in questo caso bisogna soffermarsi principalmente sulla sottocategoria “di cui semplici” , questi, in assoluto, devono essere più bassi possibili.
Grassi anche in questo caso è opportuno soffermarsi nella sottocategoria “di cui saturi” e anche in questo caso più bassi sono meglio è, in particolare,  se i grassi saturi sono di origine vegetale è meglio che non siano presenti affatto.
Sodio stessa regola più è basso meglio è 
Fibra questa sostanza, invece ci fa bene, quindi se presente in buone quantità rende il prodotto di maggiore qualità, sempre a patto che non derivi esclusivamente dalla crusca (vedi sopra)

 

So che in questo momento starai pensando a quanto faticoso possa essere questo lavoro e a quanto tempo perderai la prossima volta al supermercato, ma fidati potrà essere lungo e laborioso solo le prime volte poi diventerà molto più semplice per due motivi:

  1. diventerai più veloce e il tuo occhio cadrà solo sulla parte dell’etichetta che conta davvero e potrai discernere facilmente un prodotto di qualità da uno scadente
  2. inizierai a farti una lista di prodotti Sì che non dovrai più controllare dettagliatamente perché già sai di cosa sono composti

I vantaggi sono tantissimi, ma soprattutto avere una reale consapevolezza e conoscenza ti renderà libero da claim salutistici non sempre veritieri.

Hai qualche domanda? Scrivimi !

 

 

 

Dr. Rosa Bifulco

Biologa nutrizionista, iscritta all’albo dei biologi dal 2014. Ricercatrice Eco Food Fertility,membro S.I.R.U. (Società Italiana Riproduzione Umana). Laureata in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma nel luglio del 2013, con tesi sperimentale sul morbo di Crohn in pazienti pediatrici presso l’ospedale di Santa Maria di Lisbona in Portogallo.

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