glutine e fertilità

Glutine e Fertilità

Quando l’eliminazione del glutine può rappresentare uno strumento nella ricerca di una gravidanza

 

 

La malattia celiaca è una patologia autoimmune causata dall’ingestione del glutine, in particolare da due proteine in esso contenute che stimolano il sistema immunitario a reagire contro esse causando danni intestinali con conseguenti varie problematiche come malnutrizione, problematiche intestinali (di assorbimento, infiammatorie e cancerogeniche) .

Tra queste problematiche è presente e anche l’infertilità.

 

 

Studi clinici ed epidemiologici mostrano che le pazienti di sesso femminile con malattia celiaca sono a maggior rischio di aborto spontaneo, basso peso alla nascita del neonato, ridotta durata della lattazione , sindrome dell’ovaio policistico ed endometriosi.

 

Per questo motivo, tra gli esami primari, in ambito di PMA rientra anche la ricerca dei valori per la diagnosi di celiachia.

L’infertilita infatti, potrebbe essere connessa ad una celiachia non diagnosticata.

Per poter fare diagnosi di celiachia, ci si deve sottoporre a specifiche analisi:

ricerca ematica di anti transglutaminasi anti gliadina ed anti endomisio, ossia gli anticorpi che si sviluppano in casi di malattia celiaca.

In caso di positività, viene eseguito un esame di conferma che è la biopsia del tessuto intestinale per evidenziare i danni dell’infiammazione, assottigliamento e perdita della funzione dei villi intestinali.

 

La malattia celiaca ha un’incidenza sulla fertilità perché :

  • riduzione dell’assorbimento dei nutrienti
  • alterazione del microbioma intestinale
  • aumento dell’ infiammazione a livello dell’intestino che si ripercuote anche a livello dell’utero
  • iperattivazione del sistema immunitario, con conseguente aumentata possibilità di sviluppo di altre patologie autoimmuni

 

 

Per questo motivo l’eliminazione del glutine, in caso di celiachia, anche senza la presenza di sintomi deve essere immediata e precisa.

 

 

Bisogna però sottolineare che non sempre le reazioni avverse al glutine presentano un aumento delle immunoglobuline descritte sopra, e quindi questo non permette di fare diagnosi di celiachia, ma vi sono soggetti che avvertono fastidi gastrointestinali importati con l’assunzione del glutine.

Alcuni ricercatori hanno evidenziato che queste reazioni avverse potrebbero non essere attribuibili direttamente al glutine ma ad altre sostanze presenti nel grano (ATI) descrivendo una sensibilità al glutine/grano non celiaca (NCG/WS).

Anche il nostro connazionale A. Fasano , ricercatore di fama mondiale, ha riscontrato che l’ingestione di glutine, può favorire un’infiammazione intestinale con aumentata incidenza di intestino permeabile e disbiosi.

 

Questa sensibilità potrebbe avere effetti sulla riproduzione per i seguenti motivi:

 

Infiammazione cronica: l’intolleranza al glutine e la celiachia causano infiammazioni a livello intestinale con produzione di citochine infiammatorie, sostanze prodotte durate una cascata infiammatoria, che favoriscono un’infiammazione sistemica, quella che viene descritta come infiammazione cronica, che non permane solo a livello intestinale ma si presenta anche in altri distretti, inficiando qualità ovocitaria, aumento delle infiammazione al livello dell’utero e dell’endometrio, riducendo le possibilità di concepimento ed attecchimento.

Inoltre l’infiammazione, per poter essere sostenuta, ha bisogno di molta energie, che ovviamente viene sottratte altri processi.

In questi casi l’eliminazione del glutine potrebbe favorire una riduzione dell’infiammazione.

 

 

Carenze nutrizionali: il sistema digerente è deputato all’assorbimento dei nutrienti che varranno poi distribuiti alle cellule del corpo.

Quando si soffre di celiachia o intolleranza al glutine, di ha un’ alterazione dell’assorbimento dei nutrienti.

Nel primo caso (celiachia) perché si ha un’alterazione dei villi intestinali che non assorbono più i nutrienti in modo corretto.

Nel secondo caso (sensibilità al glutine) l’infiammazione instaura un danno a livello della mucosa intestinale, (sindrome dell’intestino permeabile)  e il corpo è meno efficiente  nell’assorbire i nutrienti, compresi quelli necessari per un concepimento sano. Ciò include proteine, grassi, zinco, vitamina D, ferro e selenio, tutti importanti per il concepimento e una gravidanza sana.

 

“Disbiosi” intestinale:  Le celiachia e la sensibilità al glutine non celiaca sono connesse ad un’alterazione del microbioma, in particolare  si osserva una riduzione di batteri produttori di acido butirrico che è una sostanza presente sul lume intestinale che funge da barriera, la riduzione di questi batteri causa quindi una riduzione di questa sostanza che rende la mucosa intestinale più incline ad i danni (sindrome dell’intestino permeabile)

Altra parte importante è la connessione tra microbioma intestinale e vaginale.

I due sistemi comunicano tra loro e in modo particolare il primo influenza il secondo.

A livello vaginale vi è la presenza, principalmente di una famiglia di batteri (lattobacilli) che rendono il pH vaginale acido, cosi da renderlo meno attaccabile da batteri patogeni e più facilmente percorribile dagli spermatozoi.

In caso di disbiosi intestinale anche l’equilibrio vaginale ne risenta con un’altreazione della flora batterica, quindi del pH e di conseguenza risulta più attaccabile da patogeni. In questi caso sono frequenti cistiti e candide o infezione da altri patogeni, che rendono inevitabilmente più difficile l’attecchimento.

 

 

 Autoimmunità:  la celiachia è anche una condizione autoimmune, questo significa che vi è un iperattivazione del sistema immunitario, che può innescare risposte immunitarie avverse anche nei confronti di altre sostanza estranee che però non sono dannose per l’organismo come spermatozoi o embrione, riducendo concepimento ed attecchimento.

Risulta importante ricordare che a livello intestinale è presente il 70%del sistema immunitario, quindi un intestino in salute e competete migliora anche la risposta immunitaria.

 

 

Per questo motivo, nutrizionisti e ginecologi che si occupano di fertilità, suggeriscono una dieta bassa in glutine in tutti quei casi in cui, anche in assenza di celiachia,  vi è la presenza di altri fattori che possono incidere sul concepimento .

 

N.B. : Farsi seguire da un esperto per non incorrere il altre carenze o favorire l’aumento di sostanze pro infiammatorie è essenziale per un reale aumento della qualità nutrizionale e quindi delle possibilità di concepimento

 

Fonti :

Non-coeliac gluten sensitivity and reproductive disorders 

Non-celiac gluten sensitivity: literature review

 

 

 

 

Chi siamo Dr. Rosa Bifulco

Biologa nutrizionista, iscritta all’albo dei biologi dal 2014. Ricercatrice Eco Food Fertility,membro S.I.R.U. (Società Italiana Riproduzione Umana). Laureata in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma nel luglio del 2013, con tesi sperimentale sul morbo di Crohn in pazienti pediatrici presso l’ospedale di Santa Maria di Lisbona in Portogallo.

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