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Infertilità femminile e intervento nutrizionale 

fertilità femminile

Infertilità femminile e intervento nutrizionale 

Abbiamo già parlato negli articoli precedenti della fertilità maschile e femminile in modo generico approfondendo i casi i cui un intervento dietetico può essere d’aiuto.

in questo articolo approfondiremo quali sono le principali cause dell’infertilità femminile, e in quali situazioni la nutrizione può giocare un ruolo importante?
Le principali cause di infertilità femminile:

  • Problemi ormonali

    • sbilanciamento ormonale
    • tumori
    • diminuzione drastica massa grassa (dimagrimento eccessivo)
    • uso di droghe o alcool
    • problemi tiroidei
    • sovrappeso
    • stress
  • Danni alle tube di falloppio o all’utero

    • infiammazione pelvica 
    • infezioni
    • polipi all’utero
    • endometriosi e fibromi
    • cicatrici e adenomi
    • patologie croniche gravidanze extrauterine
  • problemi alla cervice uterina

  • età

In verde sono riportate quelle situazioni in cui una dieta mirata può, insieme al trattamento medico, dare un aiuto importante, potenziando il trattamento farmacologico con la possibilità di aumentare le possibilità di concepimento. Vediamo in che modo:

Sbilanciamento ormonale 

In alcuni casi in cui vi è uno sbilanciamento ormonale, un intervento nutrizionale, di supporto alla terapia farmacologica, può essere di grande aiuto. In particolare:

PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) prima causa di infertilità femminile dovuta ad un’alterazione ormonale. La PCOS è caratterizzata da un eccesso di androgeni (ormoni maschili),  che hanno come effetto: irsutismo (peluria sul viso), acne e infertilità. Una dieta a basso contenuto di carboidrati, o senza carboidrati, come una dieta chetogenica, permette una minore conversione degli androgeni in estrogeni e quindi una regressione dei segni e sintomi della PCOS con un aumento anche della fertilità. maggiori info qui.

Dominanza estrogenica: non si tratta di una vera e propria patologia bensì di uno sbilanciamento ormonale dovuto quasi totalmente allo stile di vita. Ad oggi viviamo in un ambiente estremamente ricco di sostanze estrogeno-simili che vanno ad interferire con il nostro sistema ormonale, caratterizzato da un delicatissimo equilibrio. Per farla breve gli ormoni femminili principali sono due ESTROGENI e PROGESTERONE che sono sempre in equilibrio tra loro, il variare delle loro concentrazioni durante il ciclo è fondamentale per l’instaurarsi di un ciclo regolare ed ovulatorio. Quando la concentrazione degli estrogeni sale eccessivamente in proporzione al progesterone vi è l’instaurarsi di ciclo anovulatoro, infertilità e altre problematiche dovute all’eccesso di estrogeni (tra cui anche il tumore alla mammella). Una dieta specifica volta alla diminuzione degli interferenti endocrini, alla riduzione della produzione di estrogeni da parte dell’organismo può essere di grande supporto.

Diminuzione drastica della massa grassa 

La massa grassa è un produttore accessorio di estrogeni , che vengono prodotti dal tessuto adiposo, in minima parte e dalle ovaie per la maggior parte. Inoltre una riduzione eccessiva della massa grassa è connessa con amenorrea secondaria, quindi con la perdita del ciclo mestruale. Questo è dovuto al fatto che vi è un’inibizione, a livello ipotalamico della produzione di ormoni che determinano la fertilità femminile.Questo meccanismo rappresenta, una sorta di protezione da parte dell’organismo affinché non si instauri una gravidanza, che in assenza di adeguate riserve energetiche non riuscirebbe ad essere portata avanti.

N.B. quando si parla di diminuzione di massa grassa si pensa subito a donne molto magre o con disturbi del comportamento alimentare, principalmente anoressia. Oggi è in realtà molto frequente vedere donne sportive all’apparenza estremamente in salute che presentano una diminuzione della massa grassa a favore di un aumento della mass muscolare. In queste donne, allo stesso modo si verifica una sospensione del ciclo e quindi infertilità.

Una dieta volta a ristabilire la normale percentuale di massa grassa può essere essenziale per poter ristabilire un ciclo regolare e una ritrovata fertilità

Sovrappeso/Obesità

Il sovrappeso e l’obesità sono connesse con alterazioni ormonali e con un’alterazione della composizione del liquido follicolare. In particolare, in donne in sovrappeso e obese,  nel sangue e nel liquido follicolare vi è un eccesso di glucosio, trigliceridi e colesterolo connessi con un’alterata maturazione del follicolo oltre al fatto che il tessuto adiposo è connesso con un aumentata produzione di estrogeni e quindi con una dominanza estrogenica (vedi spora). Una riduzione del peso corporeo e in particolare della massa grassa migliora la fertilità e aumenta le possibilità di concepimento.

Infezioni

Infezioni ricorrenti a livello vaginale possono essere connesse con un’alterata salute intestinale. In particolare infezioni ricorrenti da E.Coli o candida. In questi casi può essere utile associare alla terapia farmacologica, prescritta dal medico o dal ginecologo, l’integrazione di fermenti lattici specifici e una dieta che possa migliorare la salute e l’equilibrio intestinale.

Endometriosi

Una patologia infiammatoria cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in sedi extra-uterine. Questa patologie oltre ad essere estremamente dolorosa e invalidante è connessa con una diminuita fertilità. Ad oggi vi sono vari tipi di trattamenti che vanno dall’operazione con asportazione del tessuto endometriale alla terapia farmacologica. Molti studi supportano come una dieta antinfiammatoria a basso contenuto di acidi grassi trans, glutine e latticini possa contribuire al miglioramento dello stato di salute con regressione della dolorabilità. maggiori info qui.

 

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Dr. Rosa Bifulco

Biologa nutrizionista, iscritta all’albo dei biologi dal 2014. Ricercatrice Eco Food Fertility,membro S.I.R.U. (Società Italiana Riproduzione Umana). Laureata in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma nel luglio del 2013, con tesi sperimentale sul morbo di Crohn in pazienti pediatrici presso l’ospedale di Santa Maria di Lisbona in Portogallo.

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