• (+39) 3381732109
  • rosa@ilpompelmorosa.it

Archivio dei tag fertilità

intestino

Regolarità Intestinale

…come ritrovare il proprio equilibrio ! 

La regolarità intestinale per molti è un sogno ma raggiungerla è davvero importante per lo stato di salute complessivo dell’organismo. 

Ecco quali sono i punti che possono aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo;) 

Si parla di irregolarità intestinale quando si ha un transito troppo veloce o troppo lento.

Stitichezza  – Definizione- :

  • ridotto numero di evacuazioni settimanali (<2)
  • difficoltà e sforzo nell’evacuare
  • presenza di feci dure, caprine o nastriformi
  • sensazione di blocco/ostruzione anorettale

Cosa fare:

  • bevi di più! regola semplice e banale ma spesso è il principale motivo di stitichezza. Infatti a livello del colon, parte finale dell’intestino c’è un importante riassorbimento d’acqua. Se Vi è una bassa idratazione l’acqua che verrà assorbita renderà le feci dure a tal punto da rendere difficile l’evacuazione
  • Mangia più fibre (di vario tipo) Le fibre esistono in due forme principali: Fibre solubili presente in frutta, legumi e alcuni cereali come l’avena, ha la caratteristica di formare un gel, che non viene riassorbito a livello intestinale e rende le feci più morbide. Le fibra insolubile invece, è presente nelle verdure in alcuni semi e nella frutta secca, ha la caratteristica di non essere digeribile e di trattenere acqua, come una spugna, permette quindi di aumentare la massa fecale e rendere più semplice il viaggio delle feci della intestino all’ano.
  • E i fermenti ?  Spesso non sono necessari e a volte vengono utilizzati quelli sbagliati o di alcune tipologie poco efficaci, per non perdere tempo e soldi è molto più utile farsi consigliare dal proprio nutrizionista o farmacista o medico. Sono sicuramente molto importanti se l’alterazione dell’ritmo intestinale è iniziata dopo uno di questi eventi: modifiche della dieta, stato influenzale, uso di antibiotici e viaggi. 

Diarrea – Definizione-  un’anomala evacuazione di feci che presentano un aumento del volume, della fluidità e della frequenza di emissione.

I motivi possono essere molteplici:

  • Patologie (morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa)
  • Infezioni (batteriche o virali)
  • Farmaci (lassativi o antibiotici)
  • Malassorbimeti (celiachia)

Per questo motivo è sempre necessario rivolgersi ad un medico e successivamente, se necessario, ad un nutrizionista.

Cosa si più fare:

L’approccio si modifica, ovviamente in base alle cause, e l’intervento nutrizionale può essere utile nei vari casi in modalità differenti.

Sicuramente è sempre importante:

  • Bere tanta acqua, il rischio di disidratazione è molto importante, ripristinare lo stato di idratazione è fondamentale.
  • Integrare con sali minerali, soprattutto potassio. Infatti vi può essere un’importante perdita di queste sostanze e quindi una reintegrazione è fondamentale
  • Utilizzare dei fermenti specifici, come il Saccharomyces boulardii, utili a contrastare la diarrea

Intestino e fertilità

Un intestino regolare è un aspetto importante anche nei percorsi di concepimento naturale e attraverso Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Una corretta salute e regolarità intestinale, permette un migliore assorbimento e quindi nutrimento delle cellule uovo e degli spermatozoi. Inoltre a  livello intestinale,  vi è una delle “sedi” principali del sistema immunitario., che può essere stimolato negativamente da alterazioni dell’alvo favorendo un’attivazione dell’immunità anche contro un impianto o una cellula uovo fecondata che potrebbe non essere riconosciuta dal sistema immunitario.

Inoltre alcuni studi hanno evidenziato come un’alterata regolarità intestinale possa influire sia sulla stimolazione ormonale(minore assorbimento ed azione degli ormoni somministrati), maggiori difficoltà di prelievo degli ovociti, maggiori difficoltà di attecchimento dell’ovocita fecondato.

Hai domende?! Scrivimi! 

Omocisteina e Fertilità

L’omocisteina è un amminoacido che si forma dopo una trasformazione della metionina (che è un amminoacido essenziale che si introduce con la dieta.

L’omocisteina deve poi successivamente essere eliminate. Per poterla eliminare deve subire delle trasformazioni che vedono implicate vitamina B6, vitamina B12 e l’acido folic.

La carenza di uno di questi tre elementi o una mutazione genetica del gene MTHRF (spiegato in seguito), possono causare un accumulo di omocisteina.

L’omocisteina elevata può essere dovuta quindi, principalmente a:

  • Basso consumo di vitamina B6, B12, e acido folico
  • Mutazione del gene MTHRF,
  • Stili di vita scorretti volti a ridurre queste vitamine o a limitarne il consumo nella dieta

Vediamoli nel dettaglio

Basso consumo di vitamina B6, B12, e acido folico

Dieta povera di verdure a foglia verde, e di cibi freschi, come uova, e alimenti fermentati che sono i principali alimenti contenenti vitamina del gruppo B

Mutazione del gene MTHRF

Questo gene è alla base della trascrizione di un enzima, metilentetraidrofolato reduttasi, che permette la trasformazione dell’acido folico in folato attivo.

Una mutazione e a carico di questo enzima non permette l’attivazione dell’acido folico, forma inattiva dei folati, che resta quindi inerme e incapace di compiere la sua funzione e di trasformare l’omocisteine affinché possa essere eliminata.

Per questo motivo, in caso di omocisteina elevata è fondamentale integrare solo con folati già attivi.

Stili di vita scorretti volti a ridurre queste vitamine o a limitarne il consumo nella dieta

Fumo , alcool, dieta povera di alimenti freschi e di verdure, inquinamento sono tutti fattori che incidono sul quantitativo di vitamine del gruppo B. Infatti queste vitamine sono cofattori di molte reazioni biochimiche, utili soprattutto a detossificare l’organismo. In caso di stili di vita scorretti può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B attive e una dieta ricca di alimenti che presentano queste vitamine.

Un’elevata omocisteina è stata connessa con:

  • Aumentata coagulazione del sangue e quindi malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione e infarto) malattie cerebrali(maggior rischio di sviluppare demenza senile, Alzheimer e ictus),
  • Depressione (una carenza di vitamine del gruppo B è connessa con stati depressivi, per una ridotta formazione della serotonina)
  • Difficoltà di concepimento,
  • malformazioni del feto, in particolare difetti del tubo neurale
  • aborto spontaneo
  • Aumentato rischio di Preeclampsia
  • alterato smaltimento degli estrogeni

Cosa fare ?

  • Sicuramente il primo passo è chiedere al proprio medico o ginecologo se può essere utile fare un dosaggio di omocisteina (si fa con un semplice esame del sangue)
  • Aumentare il consumo di cibi ricchi in vitamine del gruppo B, soprattutto, B6, B9, e B12, come verdure a foglia verde, legumi, pesce, uova , lievito di birra e cibi fermentati
  • Ridurre stili di vita che aumentano l’omocisteina, come il fumo, l’alcol, l’inattività fisica, cotture alla brace e consumo di cibi confezionati e ricchi di grassi trans
  • Integrare, solo, con integratori di vitamine del gruppo B già attive, cosi in caso di mutazionei a carico del gene MTHRF non si rischia di creare una accumulo di acido folico che non può essere convertito in folato ossia nella sua forma attiva

Hai domande?! Scrivimi! 

fertilità, glicemia e insulina.

Glicemia e insulina e il loro ruolo nella fertilità

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta dei fattori che maggiormente incidono sulla fertilità e che hanno una connessione con l’alimentazione.

Abbiamo già detto negli articoli precedenti quanto il peso forma sia importante per poter aumentare le possibilità di concepimento e abbiamo sottolineato come sovrappeso e obesità possono essere connesse ad un aumento di glicemia ed insulina.

A cosa è dovuto l’aumento della glicemia e dell’insulina nel sangue?

Dopo un pasto, soprattutto se sono presenti carboidrati, si osserva un aumento della glicemia, cioè dopo che gli alimenti sono stati digeriti ed assorbiti, gli zuccheri si riversano nel sangue e la presenza degli zuccheri nel sangue è definita appunto glicemia, per far si che gli zuccheri entrino all’interno delle cellule, per poi essere trasformate in energia, entra in gioco l’insulina, un ormone che funge da vera e propria chiave sulla membrana delle cellule consentendo l’ingresso del glucosio (gli zuccheri) nella cellula. In questo modo la glicemia si abbassa e si abbassa anche l’insulina.

Questo è quello che avviene normalmente dopo un pasto …. Ma in alcuni casi questo meccanismo non funziona bene. In particolare:

  • dopo un pasto estremamente ricco di zuccheri, in cui la glicemia aumenta troppo velocemente e l’insulina allo stesso modo aumenta velocemente facendo scendere rapidamente la glicemia e riportando un repentino senso di fame e ricerca di zuccheri questo up e down veloce non aiuta l’organismo a lavorare correttamente, e porta ad una aumento dell’insulina eccessivo.
  • in presenza di un insulino-resistenza conclamata, tipica della sindrome metabolica e frequente in persone che hanno adiposità localizzate a livello addominale , in cui le cellule non rispondono più in modo corretto all’insulina, non consentendo l’ingresso degli zuccheri nelle cellule e mantenendo una glicemia sempre alta che sitiamola la continua secrezione di insulina (un cane che si morde la coda).
  • in presenza di diabete di tipo 2, in cui vi è un insulino-resistenza conclamata, che ha scaturito la patologia.
  • in presenza di PCOS, patologia caratterizzata da iperglicemia ed iperinsulinemia.

Perché l’insulina alta incide sulla fertilità?

L’insulina è in grado di alterare l’equilibrio degli ormoni sessuali nella donna e nell’uomo.

Nella donna

  • Causa la PCOS (sindrome dell’ovaio policistico): infatti la presenza di un’iperinsulinemia, favorisce un’iperplasia delle cellule dell’ovaio (cisti ovariche) la produzione degli adrogeni (ormone maschile) a livello dell’ovaio causando un iper androgenismo con relativi segni mascolinizzanti, come acne, irsutismo, ipofertilità, irregolarità mestruale. Una dieta a basso contenuto di carboidrati e con un carico glicemico controllato possono aiutare la remissione della patologia.
  • Livelli d’insulina elevati sono connessi con bassi livelli di SHBG (proteine leganti gli ormoni sessuali) se queste proteine sono basse si ha un quantitativo eccessivo di ormoni liberi, con conseguente alterazione dell’equilibrio ormonale, e maggiore conversione estrogeni(ormoni femminili) in androgeni(ormoni maschili)  e quindi ipofertilità.
  • Riduzione di IGFBP1 e glicodeina, sostanze che svolgono un ruolo chiave nell’aumento delle possibilità di concepimento.
effetti dell'iperinsulinemia nella fertilità femminile

effetti dell’iperinsulinemia nella fertilità femminile

Nell’uomo

  • Bassa concentrazione di SHBG con conseguente alterazione dell’equilibrio ormonale in particolare si osserva una diminuzione del testosterone (ormone maschile) e aumento di estrogeni (ormoni femminili).
  • Aumentata produzione di ROS, l’iperinsulinemia è connessa con produzione di citochine infiammatorie e quindi uno stato infiammatorio sub clinico con conseguente aumentata produzione di ROS che intaccano negativamente la corretta spermatogenesi.
effetti dell'iperinsulinemia nella fertilità maschile

effetti dell’iperinsulinemia nella fertilità maschile

Cosa capire se si ha un problema di iperinsulimenia ?

  • Attraverso il calcolo dell’indice HOMA in cui vengono messe in relazione la glicemia e l’insulina, si tratta di un mero calcolo matematico per il quale bastano i valori ematici di glicemia ed insulina. N.B. si deve trattare di valori che derivano dallo stesso prelievo di sangue, perché interessa sapere ad una determinata glicemia che quantitativo di insulina viene prodotta.

Rimedi?

Una dieta a basso contenuto di carboidrati, a basso carico glicemico è quella maggiormente indicata.

Molti studi sostengono come anche una dieta chetogenica (iperlipidica o ipolipidica) possano rappresentare un’alternativa concreta, importante e rapida nella risoluzione dell’iperglicemia, con aumento delle possibilità di concepimento.

In alcuni centri di PMA questi tipi di diete vengono caldamente consigliate prima del percorso, sia in caso di sovrappeso o obesità sia in  caso di iperglicemia.