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Mitocondri e fertilità

La giusta energia per la nuova vita

I mitocondri sono “i centri energetici della cellula”.

Sono degli organelli cellulari volti a produrre ATP, la forma di energia utilizzata appunto dalle cellule.

Sulla salute mitocondriale ad oggi sono focalizzati numerosi studi e tra questi anche alcuni che si occupano di fertilità.

La salute, e l’efficienza mitocondriale è stata associata al una migliore qualità di vita, ad un ruolo protettivo nei confronti dei danni dell’invecchiamento e nei confronti di alcune patologie croniche.

La normale funzione dei mitocondri svolge un ruolo essenziale anche nel consentire la capacità riproduttiva sia della donna sia dell’uomo.

Nella donna: I mitocondri presenti nella cellula uovo sono quelli che daranno origine ai mitocondri del bambino (lo spermatozoi rilascia solo il materiale genetico ) e sono quelli da cui prederà origine l’energia primaria da cu tutto parte.

Nell’uomo: gli spermatozoi per percorrere la lunga distanza e andare contro corrente per arrivare la cellula uovo hanno bisogno di molta energia; gli spermatozoi sono cellule piccolissime costituite essenzialmente da materiale genetico e numerosi mitocondri. L’efficienza mitocondriale è quindi fondamentale per assicurare una corretta funzionalità.

Alcuni studi supportano che obesità, sovrappeso e alterazioni metaboliche come diabete ed ovaio policistico possono incidere sulla salute mitocondriale ed inficiare quindi la funzionalità ovocitaria, aumentando la produzione di ROS (sostanze pro ossidanti) con conseguenti danni sullo sviluppo corretto degli ovociti.

Può quindi in questi casi risultare importante valutare un approccio dietetico intervenga sul miglioramento dell’attività mitocondriale.

Esistono dati a supporto degli interventi dietetici per migliorare la funzione mitocondriale?

La disfunzione mitocondriale è stata implicata in molti stati patologici tra cui obesità, malattie cardiovascolari e l’invecchiamento, in particolare, ha notevoli implicazioni mitocondriali.

La funzione mitocondriale alterata è stata dimostrata in caso di diabete e nella sindrome metabolica.

Interventi dietetici per migliorare la funzione mitocondriale

Precedenti studi nell’area dei nutrienti mitocondriali hanno definito i nutrienti mitocondriali come “quelli che proteggono i mitocondri dai danni ossidativi e migliorano la funzione mitocondriale” tra questi evidenziamo

Gli antiossidanti che sono sostanze che eliminano i radicali liberi per ridurre gli effetti dannosi delle specie reattive dell’ossigeno sui componenti cellulari.

I cofattori che lavorano in sinergia con gli antiossidanti e che migliorano e consentono il corretto metabolismo mitocondriale fornendo un componente necessario alle vie metaboliche.

I potenziatori di energia che aumentano il metabolismo riparando i mitocondri e aumentando la biogenesi mitocondriale.

Cofattori, esaltatori di energia e antiossidanti importanti nella nutrizione oggi includono il coenzima Q10, la vitamina C, la vitamina E, la vitamina B6, il selenio, l’acido alfa-lipoico e altri

Inoltre alcuni studi supportano come l’utilizzo di acidi grassi a catena corta e media (come quelli contenuti nell’olio di cocco o nel l’olio di oliva) possano rappresentare una vera fonte di energia primaria per la funzionalità mitocondriale, estremamente importante per il ripristino.

Inoltre il digiuno e alcune forme di restrizione calorica, tra cui sicuramente una restrizione dei carboidrati, riducendo l’infiammazione e  inducendo apoptosi (morte cellulare) di cellule poco efficienti, favoriscono un reset metabolico che rinvigorisce i mitocondri migliorandone la funzionalità.

Ovviamente integrazione e schemi dietetici specifici devono essere indicati da un terapeuta della salute (medico o nutrizionista) cosi da ottenere tutti i benefici e limitare i danni.

Fonti:

Nutrition And Reproduction: Is There Evidence To Support A “Fertility Diet” To Improve Mitochondrial Function?  Shaum and Polotsky Maturitas. 2013 April

Stress, fertilità e dieta

In che modo lo stress può incidere sulla fertilità e come la dieta può rappresentare uno strumento che può aiutarci o in caso contrario peggiorare la situazione ?

Lo stess, ha una definizione abbastanza ampia, e si intende qualunque stimolo esterno o interno all’organismo che lo induca a spostarsi dal suo equilibrio (omeostasi).

Il nostro organismo risponde allo stress con la produzione di cortisiolo. Il cortisolo è un ormone vitale che ha permesso al nostro organismo a rispondere agli innumerevoli stress a cui l’uomo veniva sottoposto dall’età della pietra ai giorni nostri.

Il cortisolo viene prodotto, quando abbiamo paura ad esempio per un colloquio importante o un esame o quando, ai tempi delle caverne, ci trovavamo difronte ad una fiera e dovevamo scappare via più velocemente possibile, oppure viene prodotto in caso di carestia, permettendoci di restare in vita nonostante non sia disponibile cibo anche per molti giorno.

Il cortisolo, infatti, favorisce la liberazione degli zuccheri nel sangue e questo permette un nutrimento per i muscoli in caso in cui si debba correre o in caso in cui non ci sia cibo disponibile.

Ad oggi lo stress che ci troviamo ad affrontare , nonostante sia notevole, non implica quasi mai di dover correre o di affrontare una vera e propria carestia. Oltretutto al giorno d’oggi lo stress è più facilmente uno stress cronico, che quindi perdura nel tempo (come i ritmi frenetici di vita che ci troviamo ad affrontare o le scadenze) più che uno stress acuto come un esame o un colloquio.

Il cortisolo esplica la sua funzione di risposta allo stress con un aumentando la pressione sanguina e lo zucchero nel sangue. Questo ci spiega perche prima di un evento importante o quando siamo agitati non abbiamo fame: abbiamo il cortisolo elevato.

Quando però lo stress perdura e diventa uno stress cronico, le alterazioni ormonali che ne derivano portano ad un aumento della fame , in particolare la fame nervosa, nonostante continuino a restare alti glicemia e pressione.

Come si ripercuote tutto questo sulla fertilità e sull’equilibrio ormonale?

in due modi principalmente:

Alterazione equilibrio glicemico, alterazione equilibro ormoni sessuali

Alterazione equilibrio glicemico

Come detto prima il cortisolo aumenta la concentrazione di zucchero nel sangue, inducendo un aumento dell’insulina che, come già spiegato in altri articoli incide negativamente sulla produzione degli ormoni sessuali, e in caso di PCOS favorisce anche un aumento degli androgeni (ormoni maschili) a scapito di ormoni femminili (estrogeni). Inoltre un aumento del glucosio e dell’insulina circolante si riversa anche nel liquido follicolare, alterando il corretto sviluppo degli ovociti, fondamentali per una corretta ovulazione e quindi un concepimento.

Alterazione dell’equilibrio degli ormoni sessuali

Il cortisolo come detto è un ormone vitale e quindi, quando è richiesto il suo intervento viene comunque prodotto in via preferenziale, ma come incide questo sull’equilibrio degli ormoni sessuali? Il cortisolo viene prodotto a partire dal colesterolo che è in realtà anche il precursore di tutti gli ormoni sessuali.

Con un’ eccessiva produzione di cortisolo, dovuto ad una richiesta sempre costante, vi può essere una conseguente riduzione di tutti gli ormoni sessuali. Il primo che viene ridotto è il progesterone che è, insieme agli estrogeni, il principale ormone sessuale femminile, e le sue corrette concentrazioni sono essenziali per una corretta ovulazione, e una corretta crescita e maturazione dell’endometrio (tessuto volto ad accogliere l’uovo fecondato).

In che modo la dieta e lo stile di vita possono favorire la riduzione del cortisolo e dello stress?

  • eliminare la fonte di stress (ove possibile)
  • dormire 7-8 ore a notte
  • eliminare schermi tablet e luci bianche prime di andare a dormire
  • non fare diete restrittive
  • aumentare il consumo di grassi saturi cosi da dare supporto alla produzione di cortisolo e progesterone
  • escludere gli zuccheri semplici, per l’elevata presenza di zucchero nel sangue e l’elevata presenza di insulina, ma consumare solo cereali complessi meglio se a cena cosi da favorire la riduzione del cortisolo
  • fai meditazione, ascolta musica e leggi libri possono aiutarti a sedare lo stress

Nutrizione sana per un’ovulazione sana

Ormai sappiamo da tempo che dieta, fattori ambientali e stile di vita possono incidere sulla nostra salute e sulla fertilità.

Gli studi, soprattutto per quanto riguarda dieta e fertilità sono sempre in aumento e per questo motivo ho deciso di riportare una delle ultime revisioni scientifiche (2019) a riguardo.

L’alimentazione svolge un ruolo importante nel migliorare l’efficienza riproduttiva sia nelle donne che negli uomini. Ad oggi esistono molteplici prove scientifiche che relazionano un elevato peso corporeo con una ridotta fertilità, cosi come si conosce la relazione tra disturbi ovulatori e malattie metaboliche come il diabete.

Ma che tipo di alimentazione può essere utile per una corretta ovulazione ?

Il ruolo di diversi nutrienti che potrebbero avere un impatto sulla fertilità femminile sono riassunti nelle sezioni seguenti.

Proteine

Macronutrienti essenziali che svolgono numerose funzioni.

Nel gruppo delle proteine fanno parte pesce, carne, uova e latticini, che sono di origine animale, e i legumi che sono una fonte di proteine vegetali .

Il vantaggio del consumo di proteine in una dieta volta a migliorare l’ovulazione e la presenza di amminoacidi essenziali per una corretta maturazione ovocitaria e la riduzione dell’iperinsulinemia.

La  riduzione dell’iperinsulinemia risulta estremamente importante in donne affette da PCOS (sindrome dell’ovaio policistico), in cui  rappresenta il primum movens del disequilibrio ormonale e dei cicli anovulatori in donne con PCOS.

La sindrome dell’ovaio policistico è il disequilibrio ormonale femminile maggiormente frequente nelle donne in età fertile e si associa a una ridotta o mancata ovulazione con aumento della concentrazione degli ormoni maschili.   

A questo proposito, altri studiosi hanno dimostrato che nelle donne sane una dieta ricca di proteine, in particolare di proteine ​​animali, è significativamente associata a livelli più bassi di testosterone, evidenziando così la potenziale correlazione tra l’assunzione di proteine ​​e la sintesi degli ormoni maschili, che sono connessi con una ridotta fertilità soprattutto in donne affetta da PCOS.

Carboidrati

Ad oggi non è ancora stato stabilito se il consumo di carboidrati possa avere un effetto sull’ovulazione e in generale sulla fertilità nelle donne sane. In una popolazione di 17.544 donne, Chavarro, uno dei più importanti ricercatori della correlazione fertilità e stili di vita,  ha mostrato che l’assunzione eccessiva di carboidrati è associata a disturbi ovulatori. Con grande sicurezza gli studi confermano che la riduzione di carboidrati, in particolare l’utilizzo di diete a basso carico glicemico,  possa essere utile in donne con PCOS per ripristinare la funzione ovulatoria e la fertilità. Pertanto, è possibile che diversi disturbi ovulatori siano causati dagli effetti dell’assunzione di carboidrati sul metabolismo del glucosio.

Un elevato carico glicemico peggiora l’ovulazione perché:

  • Si correla ad un aumento dell’insulina nel sangue che è associata ad un maggiore rilascio di ormoni maschili
  • Elevate concentrazioni di glucosio nel sangue e nel liquido follicolare non favoriscono una corretta maturazione degli ovociti
  • Un’insulina elevata in modo costante si correla con un’infiammazione silente che favorisce la prodizione di sostane pro-infiammatorie e pro-ossidanti  che non facilitano la maturazione degli ovociti e l’attecchimento degli embrioni   
  • In conclusione possiamo che il tutto si traduce in disturbi endocrini e difetti maturativi degli ovociti e quindi una riduzione delle possibilità di concepimento  .

Lipidi

L’impatto dei grassi sulla riproduzione nelle donne ad oggi è un vero focus della ricerca.

L’utilizzo di acidi grassi poli insaturi (PUFA)  sembrerebbe essere correlato ad un aumento delle concertazioni di progesterone ormone essenziale per una corretta ovulazione.

I grassi rivestono un ruolo di grande importanza nella dieta per la fertilità. I grassi animali rappresentano, attraversola presenza del colesterolo, precursori importanti per la sintesi degli ormoni sessuali e vitamina D, mentre quelli vegetali rappresentano una fonte di antiossidanti.

Risulta però importante evidenziare che l’utilizzo dei grassi è strettamente correlato alla tipologia di dieta e lo stile di vita che si segue.

Infatti i grassi sono le molecole che con maggiore facilità vanno incontro a danno molecolare,  e possono andare incontro facilmente a modificazioni strutturali, se entrano in contatto con sostanze pro-ossidanti . Per questo motivo in un soggetto che presenta grandi quantità di sostanze ossidanti, perché fuma, vive una vita sedentaria, segue una dieta occidentale, l’introduzione di grassi, anche di grassi buoni  come i PUFA sopra descritti, potrebbe essere controproducente, perché questi grassi andrebbero facilmente incontro ad ossidazione e danno.

In questi soggetti è necessario operare una modifica dello stile di vita, l’introduzione di una dieta antinfiammatoria, l’utilizzo di antiossidanti e solo infine il consumo di grassi PUFA, perché solo quando l’organismo sarà riequilibrato questi grassi eserciteranno il loro effetto positivo.

INTEGRAZIONI

Antiossidanti

Lo stress ossidativo è uno squilibrio corporeo tra la protezione antiossidante e il rilascio di radicali liberi (sostanze pro-ossidanti).

equilibrio tra specie ossidanti ed antiossidanti

La dieta rappresenta una fonte di oligoelementi e vitamine e in caso di squilibrio tra sostanze pro ossidanti ed antiossidanti potrebbe essere utile valutare una dieta maggiormente ricca di antiossidanti e, ove necessario, fare un’integrazione specifica.

Alcuni studi supportano la tesi che donne che hanno avuto aborti spontanei e difetti della fase luteale (un’alterata ovulazione)  possono giovare di un’integrazione di antiossidanti, se carenti, migliorando in questo modo la loro fertilità. 

Attenzione però a farsi sempre guidare da un professionista, infatti un altro studio ha evidenziato come, nonostante il ruolo benefico degli antiossidanti,  il loro consumo errato o eccessivo consumo potrebbe indurre anche effetti negativi.

I folati

È noto che la supplementazione preconcezionale di acido folico migliora le concentrazioni di folati e diminuisce i livelli di omocisteina nel liquido follicolare e nel sangue. La supplementazione con acido folico, o multivitaminici contenenti acido folico, è stata associata a una migliore qualità dell’embrione, a maggiori possibilità di gravidanza e al ridotto rischio di infertilità ovulatoria.

I folati sono un gruppo di coenzimi che svolgono ruoli fondamentali nella sintesi del DNA, nella metilazione e nella sintesi proteica. In effetti, la carenza di folati può alterare questi processi sintetici con conseguente accumulo di omocisteina e conseguenti reazioni eccessive di stress ossidativo e metilazione. La metilazione del DNA è un meccanismo in grado di modificare l’espressione di geni specifici senza cambiare la sequenza del DNA.

Vi sono tre enzimi, vale a dire la metilenetetraidrofolato reduttasi (MTHFR), la metionina sintasi (MTR) e la metionina sintasi reduttasi (MTRR) che svolgono un ruolo importante nelle vie metaboliche dell’omocisteina e dei folati.

Può esserci una mutazione a carico dell’enzima MTHFR che non rende attivo ed utilizzabile l’acido folico con conseguente aumento dell’omocisteina nel sangue.  Alcuni studiosi hanno evidenziato che due mesi di integrazione giornaliera di acido folico nelle donne con una storia di aborti spontanei inspiegabili che presentavano la mutazione del gene MTHFR hanno ridotto le loro concentrazioni di omocisteina che un aumento delle possibilità di concepimento.

La dieta mediterranea (MedDiet)

La dieta mediterranea è caratterizzata da un’elevata quantità di legumi, verdure e frutta, olio d’oliva, cereali non raffinati, un consumo elevato di pesce, consumo moderato di vino e un basso consumo di carne.

Recentemente, diversi studi hanno dimostrato che diete diverse possono influire in maniera diversa sugli esiti della fecondazione in vitro e la dieta mediterranea era positivamente correlata con adeguate concentrazioni di acido folico e vitamina B6 nel sangue e nel liquido follicolari, con un aumento del 40% delle possibilità di gravidanza.  Un altro studio ha valutato l’influenza della dieta mediterranea  sul risultato di tecniche di procreazione che correlavano positivamente alla gravidanza clinica e al parto.

IL SUPPLEMENTO ORALE CONTRO GLI INTERFERENTI ENDOCRINI

Gli interferenti endocrini sono sostanze presenti nell’ambiente che hanno una struttura molecolare simile agli ormoni e che possono entrare in contatto con il nostro organismo dando risposte ormonali alterate, tra cui anche una riduzione della fertilità.

 Scopri di più in questo articolo (link)

Studi epidemiologici sull’uomo hanno recentemente evidenziato la presenza di interferenti endocrini nelle urine o nel siero di donne che hanno difficoltà a concepire e / o soffrono di menopausa precoce.

Studi sugli animali hanno dimostrato che un’adeguata assunzione dietetica di integratori come vitamine del gruppo B e alcuni antiossidanti sono in grado di  ridurre gli effetti degli interferenti endocrini favorendo un ripristino della fertilità.

Fonti

Nutrition and Female Fertility: An Interdependent Correlation, Erica Silvestris et al., Front Endocrinol (Lausanne), 2019.

Dieta e fertilità

Dieta e Fertilità

Ormai sappiamo da tempo che dieta, fattori ambientali e stile di vita possono incidere sulla nostra salute e sula fertilità.

Gli studi, soprattutto per quanto riguarda dieta e fertilità sono sempre in aumento e per questo motivo ho deciso di riportare una delle ultime revisioni scientifiche (2019) a riguardo.

Tra i fattori che incidono sulla fertilità ve ne sono alcuni immodificabili (l’età) e altri invece che sono modificabili e sui quali possiamo agire come la nutrizione, gli stili di vita  e lo stress.

 L’età come detto è uno dei fattori non modificabili ma che incide fortemente sulla fertilità, dopo i trent’anni vi è una progressiva riduzione della qualità ovocitaria. Donne dopo i 35 anni che al momento non hanno in programma di avere figli a breve termine possono prendere in considerazione l’idea del congelamento degli ovociti. Una pratica che permette di congelare ovociti “giovani e di buona qualità” oggi e di utilizzarli quando si verificano le condizioni per valutare una gravidanza.

Fattori modificabili

Stili di vita

Uno stile di vita sedentario, l’abuso di alcol e fumo, incidono sulla qualità ovocitaria.

In particolare: il fumo riduce la qualità dei gameti (spermatozoi e cellule uovo)  sia nell’uomo che nella donna, nelle donne riduce la riserva ovarica, aumenta la difficoltà di concepimento, il rischio di aborti spontanei e riduzione delle possibilità di concepimento (naturale o medicalmente assistita)

L’alcool invece ha effetto sulla fertilità sia perché favorisce un disequilibrio ormonale, in modo particolare nella donna aumenta le concentrazione di estrogeni favorendo un estrogeno dominanza, sia perché aumenta la produzione di tossine e di radicali liberi.

Focus on caffè, pare che un elevato consumo di caffè e sostanze nervine possa incidere su una maggiore difficoltà di concepimento e un aumento del rischio di aborto.

Stress

Sembrerebbe essere la malattia del secolo.

Alcuni studi hanno evidenziato come lo stress possa incidere sulla fertilità femminile.

Stress, ansia e depressione sembrerebbero essere coinvolte una maturazione alterata degli ovociti.

In particolare in uno studio è stato suggerito l’utilizzo di tecniche rilassanti, durante una fecondazione assistita, il che ha favorito un aumento delle gravidanze instauratesi .

Lo stress va distinto in acuto e cronico.

Lo stress acuto dovuto ad un infezione o alle aspettative legate ad un evento (transfert) favoriscono la produzione di cortisolo nel breve termine e questo parrebbe avere un effetto positivo connesso all’azione antinfiammatoria del cortisolo stesso.

Quando si tratta però di stress cronico, dovuto allo stile di vita, al lavoro, alla riduzione del sonno ecc, la produzione di cortisolo permane nel tempo e si associa con un aumento dell’insulina circolante, insulino-resitenza e riduzione della massa muscolare.

Questo secondo assetto, non favorisce, anzi ostacola il concepimento perché altera  l’equilibrio ormonale.

(ma questo aspetto lo approfondiremo in un prossimo articolo)

Risulta quindi utile valutare, in caso di difficolta di concepimento anche un a riduzione dello stress cronico.

Aspetti nutrizionali

La possibilità di un concepimento non può trascendere una nutrizione adeguata e salutare, questo ci viene ormai supportato da innumerevoli studi.

Malnutrizione

Una nutrizione carente si ripercuote sulle capacità fisiche e psicologiche dell’organismo, ad esempio possiamo osservare un ritardo dello sviluppo puberale, riduzione della concentrazione delle gonadotropine, ormoni che stimolano la produzione degli ormoni sessuali, con riduzione o alterazione dell’ovoluzione.

Ipernutrizione

Allo stesso modo un eccesso di nutrizione, in donne obese o sovrappeso, è possibile osservare una riduzione della fertilità.

L’eccesso ponderale correla, spesso, con insulino-resitenza, che ha effetto diretto sul bilanciamento ormonale.  Elevato livelli di insulina favoriscono un aumento degli androgeni, ormoni maschili, con conseguenti cicli anovulatori.

Risulta importante sottolineare che, anche in assenza di insulino-resistenza, si verifica un rallentamento del concepimento, un aumento di ormoni necessari alla stimolazione se si ricorre alla PMA e, in caso di concepimento, un aumentato rischio di ipertensione, diabete gestazionale e gravidanza a rischio.

L’alimentazione dovrebbe quindi porsi questi principali obiettivi:

  • miglioramento della qualità nutrizionale, valutazione delle carenze da sopperire.
  • Riduzione dell’insulino resistenza e dell’insulina circolante
  • Riduzione del peso in caso di obesità e sovrappeso
  • Valutazione di una supplementazione utile a favorire il concepimento

Fonti

Nutrition and Female Fertility: An Interdependent Correlation Erica Silvestris et al Front Endocrinol (Lausanne). 2019.

intestino

Regolarità Intestinale

…come ritrovare il proprio equilibrio ! 

La regolarità intestinale per molti è un sogno ma raggiungerla è davvero importante per lo stato di salute complessivo dell’organismo. 

Durante la prima visita mi focalizzo molto su questo aspetto, perchè migliorare la regolarità intestinale può avere ripercussioni positiva sulla salute globale dell’organismo oltre al fatto che può essere particolarmente anche in ambito di fertilità.

Ecco quali sono i punti che possono aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo;) 

Si parla di irregolarità intestinale quando si ha un transito troppo veloce o troppo lento.

Stitichezza  – Definizione- :

  • ridotto numero di evacuazioni settimanali (<2)
  • difficoltà e sforzo nell’evacuare
  • presenza di feci dure, caprine o nastriformi
  • sensazione di blocco/ostruzione anorettale

Cosa fare:

  • Bevi di più! regola semplice e banale ma spesso è il principale motivo di stitichezza. Infatti a livello del colon, parte finale dell’intestino c’è un importante riassorbimento d’acqua. Se Vi è una bassa idratazione l’acqua che verrà assorbita renderà le feci dure a tal punto da rendere difficile l’evacuazione
  • Mangia più fibre (di vario tipo). Le fibre esistono in due forme principali: Fibre solubili presente in frutta, legumi e alcuni cereali come l’avena, ha la caratteristica di formare un gel, che non viene riassorbito a livello intestinale e rende le feci più morbide. Le fibra insolubile invece, è presente nelle verdure in alcuni semi e nella frutta secca, ha la caratteristica di non essere digeribile e di trattenere acqua, come una spugna, permette quindi di aumentare la massa fecale e rendere più semplice il viaggio delle feci della intestino all’ano.
  • E i fermenti ?  Spesso non sono necessari e a volte vengono utilizzati quelli sbagliati o di alcune tipologie poco efficaci, per non perdere tempo e soldi è molto più utile farsi consigliare dal proprio nutrizionista o farmacista o medico. Sono sicuramente molto importanti se l’alterazione del ritmo intestinale è iniziata dopo uno di questi eventi: modifiche della dieta, stato influenzale, uso di antibiotici e viaggi. 

Diarrea – Definizione-  un’anomala evacuazione di feci che presentano un aumento del volume, della fluidità e della frequenza di emissione.

I motivi possono essere molteplici:

  • Patologie (morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa)
  • Infezioni (batteriche o virali)
  • Farmaci (lassativi o antibiotici)
  • Malassorbimeti (celiachia)

Per questo motivo è sempre necessario rivolgersi ad un medico e successivamente, se necessario, ad un nutrizionista.

Cosa si più fare:

L’approccio si modifica, ovviamente in base alle cause, e l’intervento nutrizionale può essere utile nei vari casi in modalità differenti.

Sicuramente è sempre importante:

  • Bere tanta acqua, il rischio di disidratazione è molto importante, ripristinare lo stato di idratazione è fondamentale.
  • Integrare con sali minerali, soprattutto potassio. Infatti vi può essere un’importante perdita di queste sostanze e quindi una reintegrazione è fondamentale
  • Utilizzare dei fermenti specifici, come il Saccharomyces boulardii, utili a contrastare la diarrea

Intestino e fertilità

Un intestino regolare è un aspetto importante anche nei percorsi di concepimento naturale e attraverso Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Una corretta salute e regolarità intestinale, permette un migliore assorbimento e quindi nutrimento delle cellule uovo e degli spermatozoi. Inoltre a  livello intestinale,  vi è una delle “sedi” principali del sistema immunitario, che può essere stimolato negativamente da alterazioni dell’alvo favorendo un’attivazione dell’immunità anche contro un impianto o una cellula uovo fecondata che potrebbe non essere riconosciuta dal sistema immunitario, ne parlo anche qui.

Inoltre alcuni studi hanno evidenziato come un’alterata regolarità intestinale possa influire sia sulla stimolazione ormonale (minore assorbimento ed azione degli ormoni somministrati), maggiori difficoltà di prelievo degli ovociti, maggiori difficoltà di attecchimento dell’ovocita fecondato.

Hai domende?! Scrivimi! 

Omocisteina e Fertilità

L’omocisteina è un amminoacido che si forma dopo una trasformazione della metionina (che è un amminoacido essenziale che si introduce con la dieta.

L’omocisteina deve poi successivamente essere eliminate. Per poterla eliminare deve subire delle trasformazioni che vedono implicate vitamina B6, vitamina B12 e l’acido folic.

La carenza di uno di questi tre elementi o una mutazione genetica del gene MTHRF (spiegato in seguito), possono causare un accumulo di omocisteina.

L’omocisteina elevata può essere dovuta quindi, principalmente a:

  • Basso consumo di vitamina B6, B12, e acido folico
  • Mutazione del gene MTHRF,
  • Stili di vita scorretti volti a ridurre queste vitamine o a limitarne il consumo nella dieta

Vediamoli nel dettaglio

Basso consumo di vitamina B6, B12, e acido folico

Dieta povera di verdure a foglia verde, e di cibi freschi, come uova, e alimenti fermentati che sono i principali alimenti contenenti vitamina del gruppo B

Mutazione del gene MTHRF

Questo gene è alla base della trascrizione di un enzima, metilentetraidrofolato reduttasi, che permette la trasformazione dell’acido folico in folato attivo.

Una mutazione e a carico di questo enzima non permette l’attivazione dell’acido folico, forma inattiva dei folati, che resta quindi inerme e incapace di compiere la sua funzione e di trasformare l’omocisteine affinché possa essere eliminata.

Per questo motivo, in caso di omocisteina elevata è fondamentale integrare solo con folati già attivi.

Stili di vita scorretti volti a ridurre queste vitamine o a limitarne il consumo nella dieta

Fumo , alcool, dieta povera di alimenti freschi e di verdure, inquinamento sono tutti fattori che incidono sul quantitativo di vitamine del gruppo B. Infatti queste vitamine sono cofattori di molte reazioni biochimiche, utili soprattutto a detossificare l’organismo. In caso di stili di vita scorretti può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B attive e una dieta ricca di alimenti che presentano queste vitamine.

Un’elevata omocisteina è stata connessa con:

  • Aumentata coagulazione del sangue e quindi malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione e infarto) malattie cerebrali(maggior rischio di sviluppare demenza senile, Alzheimer e ictus),
  • Depressione (una carenza di vitamine del gruppo B è connessa con stati depressivi, per una ridotta formazione della serotonina)
  • Difficoltà di concepimento,
  • malformazioni del feto, in particolare difetti del tubo neurale
  • aborto spontaneo
  • Aumentato rischio di Preeclampsia
  • alterato smaltimento degli estrogeni

Cosa fare ?

  • Sicuramente il primo passo è chiedere al proprio medico o ginecologo se può essere utile fare un dosaggio di omocisteina (si fa con un semplice esame del sangue)
  • Aumentare il consumo di cibi ricchi in vitamine del gruppo B, soprattutto, B6, B9, e B12, come verdure a foglia verde, legumi, pesce, uova , lievito di birra e cibi fermentati
  • Ridurre stili di vita che aumentano l’omocisteina, come il fumo, l’alcol, l’inattività fisica, cotture alla brace e consumo di cibi confezionati e ricchi di grassi trans
  • Integrare, solo, con integratori di vitamine del gruppo B già attive, cosi in caso di mutazionei a carico del gene MTHRF non si rischia di creare una accumulo di acido folico che non può essere convertito in folato ossia nella sua forma attiva

Hai domande?! Scrivimi!