• (+39) 3381732109
  • rosa@ilpompelmorosa.it

Archivio dei tag nutrizione

Mitocondri e fertilità

La giusta energia per la nuova vita

I mitocondri sono “i centri energetici della cellula”.

Sono degli organelli cellulari volti a produrre ATP, la forma di energia utilizzata appunto dalle cellule.

Sulla salute mitocondriale ad oggi sono focalizzati numerosi studi e tra questi anche alcuni che si occupano di fertilità.

La salute, e l’efficienza mitocondriale è stata associata al una migliore qualità di vita, ad un ruolo protettivo nei confronti dei danni dell’invecchiamento e nei confronti di alcune patologie croniche.

La normale funzione dei mitocondri svolge un ruolo essenziale anche nel consentire la capacità riproduttiva sia della donna sia dell’uomo.

Nella donna: I mitocondri presenti nella cellula uovo sono quelli che daranno origine ai mitocondri del bambino (lo spermatozoi rilascia solo il materiale genetico ) e sono quelli da cui prederà origine l’energia primaria da cu tutto parte.

Nell’uomo: gli spermatozoi per percorrere la lunga distanza e andare contro corrente per arrivare la cellula uovo hanno bisogno di molta energia; gli spermatozoi sono cellule piccolissime costituite essenzialmente da materiale genetico e numerosi mitocondri. L’efficienza mitocondriale è quindi fondamentale per assicurare una corretta funzionalità.

Alcuni studi supportano che obesità, sovrappeso e alterazioni metaboliche come diabete ed ovaio policistico possono incidere sulla salute mitocondriale ed inficiare quindi la funzionalità ovocitaria, aumentando la produzione di ROS (sostanze pro ossidanti) con conseguenti danni sullo sviluppo corretto degli ovociti.

Può quindi in questi casi risultare importante valutare un approccio dietetico intervenga sul miglioramento dell’attività mitocondriale.

Esistono dati a supporto degli interventi dietetici per migliorare la funzione mitocondriale?

La disfunzione mitocondriale è stata implicata in molti stati patologici tra cui obesità, malattie cardiovascolari e l’invecchiamento, in particolare, ha notevoli implicazioni mitocondriali.

La funzione mitocondriale alterata è stata dimostrata in caso di diabete e nella sindrome metabolica.

Interventi dietetici per migliorare la funzione mitocondriale

Precedenti studi nell’area dei nutrienti mitocondriali hanno definito i nutrienti mitocondriali come “quelli che proteggono i mitocondri dai danni ossidativi e migliorano la funzione mitocondriale” tra questi evidenziamo

Gli antiossidanti che sono sostanze che eliminano i radicali liberi per ridurre gli effetti dannosi delle specie reattive dell’ossigeno sui componenti cellulari.

I cofattori che lavorano in sinergia con gli antiossidanti e che migliorano e consentono il corretto metabolismo mitocondriale fornendo un componente necessario alle vie metaboliche.

I potenziatori di energia che aumentano il metabolismo riparando i mitocondri e aumentando la biogenesi mitocondriale.

Cofattori, esaltatori di energia e antiossidanti importanti nella nutrizione oggi includono il coenzima Q10, la vitamina C, la vitamina E, la vitamina B6, il selenio, l’acido alfa-lipoico e altri

Inoltre alcuni studi supportano come l’utilizzo di acidi grassi a catena corta e media (come quelli contenuti nell’olio di cocco o nel l’olio di oliva) possano rappresentare una vera fonte di energia primaria per la funzionalità mitocondriale, estremamente importante per il ripristino.

Inoltre il digiuno e alcune forme di restrizione calorica, tra cui sicuramente una restrizione dei carboidrati, riducendo l’infiammazione e  inducendo apoptosi (morte cellulare) di cellule poco efficienti, favoriscono un reset metabolico che rinvigorisce i mitocondri migliorandone la funzionalità.

Ovviamente integrazione e schemi dietetici specifici devono essere indicati da un terapeuta della salute (medico o nutrizionista) cosi da ottenere tutti i benefici e limitare i danni.

Fonti:

Nutrition And Reproduction: Is There Evidence To Support A “Fertility Diet” To Improve Mitochondrial Function?  Shaum and Polotsky Maturitas. 2013 April

Seitan

Composizione e caratteristiche del seitan.

La riduzione o la totale eliminazione del consumo di carne esige che venga posta attenzione al reperimento di fonte proteiche alternative (come il seitan), a tal proposito un valido aiuto può essere offerto dal frumento,dato che il suo patrimonio di proteine ne fa una vera e propria “carne vegetale”.

Il seitan è glutine cotto (cioè la parte proteica del frumento). Il glutine è quella sostanza che produce il lievito e permette quindi al pane di lievitare; esso contiene due proteine : la gliadina e glutenina. La prima è una sostanza morbida e gommosa che permette di mantenere a sé  glutenina impedendole in tal modo di essere lavata via dall’acqua durante il processo di estrazione del glutine dalla farina. La seconda, invece,  conferisce solidità e struttura. E’ quindi un’eccellente fonte proteica soprattutto se accompagnata da alimenti ricchi in lisina come la farina di soia  o meglio ancora salse di soglia (esempio il tamari), è nutriente e privo di grassi,saporito,di facile digeribilità , si presta a molte preparazioni ed è facilmente conservabilità.

Se non si ha tempo di preparare a casa il seitan (contattami se ti interessa la preparazione casalinga), lo si può comodamente acquistare nei negozi. Attenzione, però, non tutto quello in commercio è prodotto a partire dalla farina di grano. Alcuni produttori utilizzano il glutine estratto con procedimenti industriali negli impianti per la produzione dell’amido. Il seitan ottenuto con tale procedimento si presenta molto più duro e gommoso, quindi meno digeribile.E’ anche opportuno tener conto che il valore nutritivo viene esaltato dalla salsa di soia ed è perciò preferibile diffidare del seitan di colore pallido, segno di uno scarso contenuto di shoyu o di tamari.

Nei prossimi giorni posterò una ricetta a base di seitan 🙂

Avvertenze: l’assunzione di fonti proteiche non può essere sostituita con il solo consumo di seitan, pertanto risulta necessario rivolersi ad uno specialista per una bilanciata e corretta alimentazione qualora il consumo di carne sia assente.

diete

No alle diete fai da te!!!

Non è insolito pensare che dopo i giorni di festa, diete fai da te, possano bastare per ritornate alla forma fisica.

Spesso troppo restrittive o quasi sempre poco bilanciate. Questo tipo di atteggiamento non farà che peggiorare le cose, infatti in questo modo di fare  NON CI AIUTA A DIMAGRIRE, MA SOLO A PERDERE PESO…e le due cose sono molto diverse!

La perdita di peso altro non è che una rapida perdita di chili che vengono però sottratti dalla MASSA MAGRA dell’organismo, estremamente importante per un corretto funzionamento dell’organismo…oltre ad essere sbagliata la perdita di peso non consente di mantenere nel tempo i risultati ottenuti e predispone al classico effetto yo yo! Quello che si deve invece indurre nel corpo è il dimagrimento, ovvero la perdita di MASSA GRASSA che risulterà più lenta e graduale, ma duratura!

Prenota una valutazione dello stato nutrizionale per valutare la tua composizione corporea e verifica la perdita della massa grassa mese dopo mese, grazie all’utilizzo di macchinari specifici come la bioimpedenziometria, l’adipometro e l’handgrip.

In cosa consistono gli esami:

I – L’analisi stratigrafica/adipometria

  • Come funziona: è la rappresentazione della sezione di tessuti sottocutanei ottenuta tramite scansioni a ultrasuoni. È  un’indagine valutativa flessibile e un efficace strumento di motivazione che permette di avere una visione completa della reale situazione clinica del paziente. Permette infatti di effetuare la scelta migliore basandosi su dati misurati ed immagini di scansione, senza far ricorso a stime o formule;
  • Rapidità: scansioni veritiere ripetibili in qualsiasi parte del corpo in pochi secondi;
  • Completezza: una statigrafia su addome o coscia forniscono un quadro chiaro ed esplicativo della situazione adiposa del paziente.

II – L’analisi Bioimpedenziometrica  o BIA

E’ l’esame della composizione corporea che permette di valutare lo stato di idratazione, valutare la quantità di muscolo e grasso corporeo ed inoltre stimare il metabolisco basale.

[one_half]

  • Come funziona: è un test semplice e non invasivo, è infatti sufficiente applicare 4 elettrodi adesivi al paziente disteso sul lettino;
  • Controlli periodici: bisogna effettuare controlli programmati per valutare i cambiamenti della composizione corporea e la reale modificazione del tessuto magro e grasso;
  • Programma alimentare: è necessario seguire il programma nutrizionale scelto al termine della prima visita, che mirerà a correggere gli errori alimentari e/o squilibri metaboloci, garantendo sempre il fabbisogno energetico e nutrizionale della persona.

[/one_half][one_half_last]

Esame bioimpedenziometrica

Esame bioimpedenziometrica

[/one_half_last]

In sede puoi anche prenotare il tuo esame per l’intolleranza al lattosio, circa il 30-40 % della popolazione italiana ne è affetta. I sintomi tipici che derivano dall’intolleranza al lattosio sono:

  • scrampi, diarrea;
  • gonfiore addominale,distensione addominale e dolori addominali;
  • flatulenza, meteorismo.

Questi sintomi sono frequentemente associati alla sindrome del colon irritabile, rettocolite ulcerosa e celiachia.

Se riscontri questi sintomi non perdere tempo, effettua il test!!!

Come funziona: il test l’H2 Breath Test valuta la presenza di idrogeno nell’espirato. Il breath test consiste nell’assunzione di una quantità definita di lattosio e successivi prelievi di espirato ogni 30 minuti, per una durata totale dell’esame di 4 ore. Nell’intestino, in condizioni di normale assorbimentodel lattosio, si produce un quantitativo minimo di idrogeno.Nel caso in cui, invece, lo strumento rilevi la presenza di un’elevata produzione di idrogeno,tale dato sarà indicativo di un malassorbimento di lattosio. Scarica la brochure del breath test

Per maggiori informazioni compila il modulo

[contact-form-7 404 "Not Found"]